4 variazioni – un’unica voce per le donne

SABATO 13 GIUGNO, ore 17.30

INAUGURAZIONE MOSTRA COLLETTIVA DI EMANUELE DELLE FAVE, ANTONELLA LINGUA, FRANCESCA PICCARDONI e MONICA SEPE

Con introduzione dell’artista Cesare Botto

“La struttura della condizione umana, pone da sempre la donna nel bisogno di porsi una gran quantità di domande a fronte dei problemi e delle disuguaglianze che quotidianamente la società, malgrado le lotte sostenute per raggiungere la parità con l’uomo, ancora presenta e spesso le impone. Domande che difficilmente trovano una risposta univoca, perché la ricerca della verità presenta sovente altre domande, la cui soluzione non è mai scontata, né così semplice.

Senza scomodare i grandi pensatori, i filosofi e i letterati in genere, un contributo significativo per aprire un varco verso il loro mondo, di sicuro ce lo offre l’Arte nelle sue innumerevoli potenzialità espressive. L’arte in effetti detiene un ruolo importante, e la storia lo conferma, in quanto ha la proprietà di mettere a nudo l’anima di ogni singolo artista, che sia pittore, fotografo, scultore, musicista o poeta, nella cui anima si annida e manifesta il desiderio di dialogare con gli altri e che lo sprona, ad aprirsi silenziosamente con il suo lavoro, per una visione più allargata dell’umano esistere. Ma questo silenzio (apparente) risulta quantomai fragoroso perchè in realtà possiede una voce che arriva dal profondo e grida, come nel dipinto di Munch, la consapevolezza del dolore, la paura della solitudine, ma anche la Joie de vivre.

Le quattro variazioni, che il titolo di questa mostra ci ricorda, sono in verità le voci all’unisono di tre donne e di un uomo che ci raccontano per immagini con quale determinazione loro hanno affrontato e ampiamente sviluppato questo tema, pur lontani dal considerare esaurito l’argomento. Così Monica Sepe ci propone le sue preziose porcellane dipinte a tre fuochi e le pitture con intervento di oro in foglia a suggerire che i traumi della vita si possono risanare (tecnica Kintsugi) con nuove delicate trame. Per Francesca Piccardoni il mondo del gotha maschile composto da foto dei big, viene racchiuso in una gabbia allusiva, da ritagli di intimi indumenti, che catturano l’attenzione verso la composizione, ma che sono altrettanto eloquenti sul significato. Antonella Lingua si distingue con le sue fotografie, per una particolare visione surreale, sapendo creare attorno al soggetto, sia esso una figura o una qualsiasi cosa disposta con elegante gusto per lo scatto, una rarefatta atmosfera di Morandiana memoria. Ultimo, ma non meno interessante delle artiste prima citate, Emanuele delle Fave, unico rappresentante del sesso “forte” (definizione che ho voluto in modo provocatorio che sicuramente mi criticherà), ma che invece tradisce una sensibiltà non frequente tra i fotografi maschi. Di fatto la sua arte verte a evidenziare il senso della grazia femminile e, a far riflettere ulteriormente, sulla bellezza dell’universo”. 

  Cesare Botto

La mostra, allestita all’interno della sala ipogea, sarà visitabile sabato 13, domenica 14, venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 giugno, dalle ore 16 alle 19.

Per maggiori info: segreteria@fondazionepeano.it – 3497528085

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