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Ecco i finalisti del 27° Concorso Scultura da Vivere “LA TERRA – Madre del paesaggio e della biodiversità”

Ecco i tre progetti finalisti del 27°Concorso Scultura da Vivere “LA TERRA – Madre del paesaggio e della biodiversità”.
I progetti sono qui di seguito presentati in ORDINE ALFABETICO per COGNOME studente accompagnati da un estratto delle motivazioni.
La premiazione con l’annuncio dell’ordine di classifica si terrà lunedì 18 dicembre.
 
– DONNA E TERRA
della studentessa Alisia ATTURIO, Accademia di Belle Arti di CATANIA
docente Prof. Riccardo Cristina
L’opera è stata selezionata perché rappresenta in maniera sinteticamente eloquente il legame esistente tra due entità intese nei valori di assoluto – la Donna e la Terra – entrambe madri supreme della rinascita. È stato, altresì, apprezzato il nucleo germinativo di idee da cui si è sviluppata la proposta, con l’interessante bozzetto grafico nel quale si coglie nella sua pienezza il senso dell’opera. Si tratta di un corpo femminile inarcato verso il cielo le cui estremità sono unite da un fascio di corde che, fuoriuscite dalla terra, si raggruppano al centro e attraversano il ventre, sul quale è posata una sfera irregolare avvolta e trattenuta dai molti “cordoni ombelicali”. La composizione, da un primigenio impeto maggiormente didascalico, è stata in seguito depurata e semplificata attraverso una sintesi degli elementi coinvolti, al fine di offrire un maggiore risalto al solo corpo modellato come un arco/ponte che unisce nella essenzialità formale le due entità. L’accento al simbolismo della figura è dato, inoltre, dal suggerito collocamento direttamente a terra, in modo che il binomio dell’opera – Donna e Terra – possa agire nella sua completezza semantica e formale.
 
– DEPOSITI
delle studentesse Cecilia DAMIANI e Ilaria PENNONI, Accademia di Belle Arti di PERUGIA
docente Prof. Nicola Renzi
L’opera è stata selezionata per l’interessante e originale interpretazione sul basilare concetto del riuso, richiamando i preziosi doni della Terra e una ritrovata dimensione del tempo nei ritmi naturali e nel rispetto per le energie primarie. Il titolo stesso rimanda a un atto con cui si depone un oggetto in un luogo o lo si affida a una persona perché venga custodito e riconsegnato a un’eventuale richiesta o allo scadere di un termine prefisso. In questo specifico ambito l’elemento da custodire è l’olio d’oliva, alimento quotidiano, prodotto distintivo della cultura alimentare mediterranea. L’opera pone l’accento sui mutamenti che intercorrono allorquando l’olio d’oliva è soggetto ad obsolescenza, vuoi per sbalzi di temperatura o lasciato inerte per troppo tempo, vuoi per l’esaurirsi del ciclo naturale. Le autrici indirizzano l’attenzione sulle forme e sui colori che intervengono in questa seconda vita dell’olio d’oliva, che diventa un fiore, una nuvola, un prato in un lago. Cambia a seconda delle stagioni, si lascia guardare nei suoi mutamenti attraverso una sequenza in verticale di barattoli per le conserve, impilati uno sull’altro a formare una torre cilindrica molto alta, simile a una ciminiera, emblema quest’ultima dello sfruttamento delle nostre limitate risorse. I “depositi” allusi nel titolo dell’opera, sono proprio i barattoli, molti dei quali mostrano il loro contenuto nella sua primaria evidenza e altri puramente colorati, ad attestare l’impatto che il cambiamento climatico sta avendo sulle colture dell’uomo, come l’olio d’oliva. Nel contempo, la “ciminiera” di barattoli si espone in quanto segno in vetro e ferro che ha abbondonato la funzionalità degli elementi a favore di una nuova bellezza e carica poetica.
 
– ORTO DI ANNA
della studentessa Anna MULTONE, Accademia di Belle Arti di CARRARA
Docente Prof. Fabio Graziani
L’opera è stata selezionata per essere idealmente un raccolto di nuove opportunità, competenze, valori e idee, frutto del connubio Arte – Natura, che da sempre ha determinato il fiorire di nuove sperimentazioni artistiche, qui rappresentato con “ORTO DI ANNA”. La commissione ha colto con interesse la proposta che rientra nel genere espressivo contemporaneo degli orti d’artista, ispirata al tema dello sviluppo ecologico sostenibile e basata su un atto performativo della semina e della coltivazione, intesa come cura e continuo sviluppo dei valori di condivisione e del legame con la Terra. L’opera si articola nella realizzazione di una serra la cui estensione in altezza è commisurata alle misure del corpo dell’autrice. Si tratta di una delimitazione di un’area personale ben precisa, racchiusa in una struttura di bambù e ricoperta da tessuto semi trasparente. All’interno sono posate a terra quattro casse in legno che stabiliscono l’organizzazione dell’orto, dentro le quali sono stati seminati determinati ortaggi accompagnati da piantine modellate su lamierino di rame e realizzate seguendo le conformazioni delle foglie della pianta del cavolo, del broccolo, dei pomodori, della zucca, e così via. In tal modo, la proposta tematizza il continuo sviluppo degli obiettivi personali, rappresentati dalla crescita degli ortaggi, reali e ricreati dalla mano dell’artista, contrassegnati con un’etichetta di carta per ogni tipo di pianta e per gli impegni prefissati. In tal modo l’ ”Orto di Anna” è uno spazio personale in cui ognuno coltiva e raccoglie i frutti delle proprie priorità.
 
IL Concorso è realizzato in collaborazione con il Comune di Cuneo e con il contributo di Fondazione CRC e FONDAZIONE CRT.
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