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21° Concorso Internazionale Scultura da Vivere Il CIGNO (vent’anni dopo) – Una scultura per Piazza Boves a Cuneo, “piazza dell’arte e dell’amore”

23 settembre – 1 ottobre 2017
Cuneo – Italia
ACCADEMIE di BELLE ARTI

Il Concorso Internazionale Scultura da Vivere è rivolto agli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane ed estere. La partecipazione è gratuita.

L’edizione 2017 del Concorso ha per tema “Il Cigno (Vent’anni dopo) – Una scultura per Piazza Boves a Cuneo, Piazza dell’arte e dell’amore”, tema che potrà essere elaborato attraverso i molteplici linguaggi della scultura al fine di proporre progetti idonei all’inserimento in ambiente esterno.

La scheda di adesione al Concorso dovrà essere inviata via e-mail all’indirizzo segreteria@fondazionepeano.it entro il 9 giugno 2017.

La Giuria assegnerà agli autori delle prime tre opere in classifica delle Borse
di Studio del valore qui di seguito descritto:
1° Classificato: 3.000 euro
2° Classificato: 1.000 euro
3° Classificato: 500 euro

La Mostra verrà inaugurata il 23 settembre 2017 alle ore 18.00.
La scultura prima classificata al Concorso Internazionale Scultura da Vivere 2017 con tema “L’opera e il contesto – una scultura per Piazza Pio Brunone Lanteri a Cuneo” sarà scoperta il 23 settembre 2017 alle ore 17.00.

Introduzione a cura di Prof. Manfredi Di Nardo, CDA Fondazione Peano

Quando volle dar vita alla Fondazione, Roberto Peano, scelse nel logo la figura del cigno, e “Il cigno” fu il tema del primo concorso Scultura da Vivere, vinto da Marco Scifo con un’opera in bronzo in cui (sembra un ossimoro) i cigni s’intrecciano in volo formando un disegno leggero come una trina. Nel ventennale del concorso la Fondazione Peano ripropone lo stesso tema, che i partecipanti dovranno sviluppare, però, nella consapevolezza dell’evoluzione che un così lungo lasso di tempo comporta.

Il cigno - Marco Scifo

L’opera di Scifo era solo l’insistito ribadire un gusto da raffinato esteta, che cerca nell’eleganza d’una linea il simbolo della bellezza? O era, piuttosto, il riferimento ad una ben più impegnativa simbologia, che percorre le lettere e tutte le arti dal mito greco alla favolistica ottocentesca ed oltre? Viene da pensare al brutto anatroccolo di Hans Christian Andersen, che, dall’apparente meschinità dei suoi primi tempi, si trasforma nel trionfante fulgore dell’età adulta. Forse Roberto così vedeva l’evolversi della Fondazione, dai primi passi ancora oscuri alle più importanti iniziative di un’Istituzione nata per la salvaguardia e la promozione dell’attività artistica e, in genere, culturale.

Una nota di malinconia aleggia sulla locuzione figurativa “Il canto del cigno”, ad indicare l’ultima e la più bella opera d’un artista: subito ai nostri occhi si presenta l’immagine struggente d’una danzatrice che interpreta “La morte del cigno” di Saint-Saëns, e conclude l’esibizione ripiegandosi sul proprio definitivo silenzio. Ma il significato del quadro si può rovesciare: “il bianco cigno” che, come scrive Boiardo, “l’ultima sua voce/ più dolcemente di adornar si forza” è, allora, simbolo della perenne vitalità d’un messaggio (quello dell’arte) trasmesso di generazione in generazione, e quindi potenziato al momento della consegna.

Per tutte queste ragioni, nel ventennale del concorso la Fondazione Peano ripropone lo stesso tema, che i partecipanti dovranno sviluppare, però, nella consapevolezza dell’evoluzione che un così lungo lasso di tempo comporta. In che forma e misura una stessa tematica può coinvolgere due diverse generazioni? È chiaro che l’opera richiesta ad uno scultore nasce da una sollecitazione più visiva che concettuale; ma nel proporre la propria interpretazione del tema si può (o forse si deve) tener conto del vasto retroterra che la suggerisce. E tra le domande da porsi potranno avere un loro peso anche le ragioni che spingono a partecipare ad un concorso come Scultura da Vivere: perché io, giovane artista in nuce, mi appoggio ad una Fondazione? E che cos’è una Fondazione? Quali compiti può svolgere in ordine al mio progresso personale? Perché ne accetto le proposte tematiche? Con tutta evidenza, il rapporto tra lo sviluppo del tema e queste premesse è indiretto e mediato, ma questa non è una buona ragione per non tenerne conto.

Anche quest’anno saranno allegate al bando le fotografie del luogo in cui l’opera vincitrice sarà posizionata, perché i partecipanti possano esprimere il patrimonio delle loro idee e delle loro abilità in opere da collocare non in una asettica situazione museale, ma in un determinato e concreto contesto.

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